lunedì 23 marzo 2009

Il massacro continua - The Massacre continues

WWF: a rischio anche le Aree Protette




"Piano casa": per il WWF un attentato al Belpaese senza precedenti

Il testo dello schema di decreto legge sul cosiddetto “piano casa”, inviato dal Governo alla Conferenza Stato Regioni, è di straordinaria gravità: a rischio anche le aree protette


Per il WWF il testo dello schema di decreto legge sul cosiddetto Piano casa, inviato dal Governo alla Conferenza Stato Regioni, è di straordinaria gravità. Un vero e proprio attacco senza precedenti al Belpaese e al suo paesaggio. Il WWF nei prossimi giorni interverrà direttamente sui Ministri in vista della riunione del Consiglio venerdì prossimo e su tutte le Regioni che mercoledì prossimo sono chiamate ad esprimere un parere nella Conferenza Stato Regioni.

Scorrendo il testo il WWF ha previsto lo scenario che potrebbe scaturire se il testo venisse approvato: sono previsti ampliamenti del 20% per tutti gli immobili realizzati, anche in sanatoria, entro il 31 dicembre 2008. Le unità abitative potranno essere ampliate sino a 300 metri cubi, le altezze dei fabbricati potranno essere aumentate sino a 4 metri oltre quelle previste dagli strumenti urbanistici vigenti. Sono ammessi i cambi di destinazione d’uso. In caso di abbattimento e ricostruzione gli edifici residenziali potranno aumentare del 35%, mentre per quelli commerciali addirittura può aumentare del 35% la superficie occupata; queste ipotesi sono possibili solo in caso di adozione di tecniche di bioedilizia o l’adozione di energie rinnovabili, ma il decreto non stabilisce nessun indice di efficienza energetica e addirittura rende possibile tali incrementi di volume anche solo al fine del “risparmi delle risorse idriche e potabili”. Vengono fatte salve le zone inedificabili, ma con l’esclusione delle sole zone A (ben poca cosa) gli aumenti di volume e di superficie occupata potranno essere realizzati anche nei parchi. Gli interventi non sono soggetti a concessione edilizia ma a semplice DIA (Denuncia Inizio Attività) e tutte le procedure di controllo vengono fatte attraverso autocertificazione.


Il Governo è andato ben oltre il 20% di cubature aggiuntive e certo non si è limitato, come sarebbe ampiamente auspicabile, alle sole aree metropolitane consolidate. Sono investite tutte le aree protette, le zone paesaggistiche, saltano gli indici di edificabilità fissati dai Comuni, nulla si prevede per gli standard di verde pubblico. Grandissimo regalo agli imprenditori che potranno aumentare i capannoni del 35% ed ogni tipo di immobile industriale o commerciale. Falsa la promessa di condizionare gli abbattimenti e le ricostruzioni al miglioramento ambientale: senza indici di efficienza energetica non esiste controllo e, inoltre, il testo prevede come alternativa la possibilità del risparmio idrico, come dire che basta mettere il recupero delle acque piovane e i rubinetti di nuova generazione per costruire il 35% in più. Stravolte le procedure autorizzative ben sapendo che data la mole degli interventi che si prevedere né i Comuni, né le soprintendenza saranno in grado di dare qualsivoglia risposta. Ed inoltre, inevitabilmente, tutti gli abusi realizzati verranno fatti, se rientrano nel limite del 20% sino a 300 metri cubi, verranno certamente fatti passare come opere nuove e quindi sanati.

“Quanto si sta facendo non risponde in alcun modo ad un interesse pubblico, ma ad una sommatoria di interessi privati – ha dichiarato Gaetano Benedetto co-direttore del WWF Italia - E’ talmente clamoroso il tutto che sembra un tardivo scherzo di carnevale, o un pesce d’aprile anticipato, la speranza è che qualcuno si renda conto che il Parlamento, le Regioni, la Corte Costituzionale, ma soprattutto il mondo della cultura, delle università, delle Associazioni, prendano coscienza che mai, davvero mai, il Bel Paese aveva ricevuto un simile attacco".

domenica 22 marzo 2009

NO ai rifuti in Farnesiana



"Allumiere non può diventare la discarica di Roma"
di Redazione

I rifiuti di Roma tornano in parte nel comprensorio di Civitavecchia. L'amministratore delegato di AMA, Panzironi, che nei mesi scorsi aveva sponsorizzato la combustione di CDR a Civitavecchia, è tornato alla carica, proponendo che i rifiuti un tempo conferiti nella discarica di Malagrotta trovino ospitalità in due aree, una a sud (Fiano Romano) e una a nord (Allumiere) della capitale. Contro la proposta di Panzironi si scaglia l'onorevole Pietro Tidei, che si è rivolto direttamente al Governatore del Lazio, Marrazzo, e al sindaco di Roma, Alemanno, per ricordare che il territorio ha già abbondantemente dato sotto il profilo ambientale. Leggi la lettera.
All'On Piero Marrazzo
Presidente della Regione Lazio

all' On Giovanni Alemanno
Sindaco di Roma.


Onorevole Presidente,
l'Amministratore delegato dell'Ama signor Panzironi, torna all'attacco, proponendo di situare la discarica dei rifiuti di Roma nella ridente cittadina collinare di Allumiere (come da Repubblica del 19.03). Sembra ormai una idea fissa quella di trasferire da Malagrotta alla zona di Civitavecchia la discarica dei rifiuti romani, collegando questa operazione alla centrale di Torre Valdaliga Nord convertita a carbone, attraverso il sistema della co-co-combustione, cioè bruciando carbone e cdr.
Il Comune di Allumiere da una parte, il Comune di Civitavecchia dall'altra, insieme alla Comunità Montana dei Monti della Tolfa e alle Associazioni Ambientaliste hanno fermamente e unitariamente respinto questa provocatoria ipotesi rifiutando di diventare l'immondezzaio di Roma.
È il caso di ribadire agli immemori, che Civitavecchia e la zona è dal 1949, cioè da 60 anni fa, con la istallazione della prima centrale elettrica di Fiumaretta che da una parte contribuiscono alle esigenze energetiche nazionali e dall'altra subiscono gli effetti dannosi per la salute e per l'ambiente degli inquinamenti delle centrali.
Allumiere tra l'altro, fa parte di un'area boschiva, ricca di piantagioni uniche quali i biotopi, destinata a dar luogo ad un parco nazionale che ne salvaguardi la unicità, la bellezza e ne costituisca una incentivante sorgente di iniziative economiche, turistiche, culturali.
Non si comprende perché il Sindaco di Roma anziché, per la discarica dei rifiuti romani, individuare una zona interna al perimetro della Capitale, insista, ostinatamente, per "traslocare" al Nord di Roma i propri rifiuti.
Ribadisco, quale Parlamentare del Collegio 25, il cui territorio è ricco di vestigia etrusche e latine, con patrimoni riconosciuti dall'Unesco come beni dell'umanità, dove transitano ogni anno milioni di passeggeri che sbarcano nel Porto di Civitavecchia, che l'ipotesi Panzironi - Alemanno debba essere definitivamente abbandonata, lasciando alle popolazioni locali la libertà di costruire il loro futuro fondato sull'utilizzo pieno delle risorse di cui si dispone, con l'impegno della Regione di sostenerne attivamente le varie fasi di avanzamento.
È incredibile per altro il comportamento da Giano Bifronte del Sindaco di Roma che è venuto a Civitavecchia a rifiutare l'ingresso di Civitavecchia e del comprensorio nell'area metropolitana riservando tutti i fondi del Governo Centrale alla città di Roma e scaricando tutta l'immondizia di Roma sul comprensorio di Civitavecchia.
Questa è la vera della Destra e del Sindaco di Roma, che da una parte fanno finta di tutelare gli interessi della città e fanno quelli dei suoi accoliti locali e dall'altra vorrebbero ridurla a immondezzaio.
Cosa dicono gli Amministratori di Centro Destra di Civitavecchia?




Cordiali Saluti


On. Avv. Pietro Tidei

Il nuovo Piano Casa

sabato 21 marzo 2009

Another Crime in the making




Hawaii's native avian population is in peril, with nearly all the state's birds in danger of becoming extinct, a federal report says.

One-third of the nation's endangered birds are in Hawaii, said the report, issued Thursday by the Interior Department. Thirty-one Hawaiian bird species are listed as endangered, more than anywhere else in the country.

"That is the epicenter of extinctions and near-extinctions," said John Fitzpatrick, director of the Cornell Lab of Ornithology, which helped produce the study. "Hawaii is (a) borderline ecological disaster."

Hawaii's native birds are threatened by the destruction of their habitats by invasive plant species and feral animals like pigs, goats and sheep.

Diseases, especially those borne by mosquitoes, are another killer.

One of those in trouble is the palila, a yellow-crowned songbird that lives on the upper slopes of Mauna Kea. Its population plunged by more than 60 percent from 6,600 in 2002 to 2,200 last year.

Habitat loss and predators are part of the problem, said Holly Freifeld, a vertebrate recovery coordinator with the U.S. Fish and Wildlife Service in Honolulu.

Another is that grazing feral sheep ruin mamane trees, which provide palila birds with their preferred food: mamane seed pods. The trees are also being killed by disease.

The Fish and Wildlife Service plans to fence off an area on Mauna Kea, and remove sheep from the fenced area, to give the palila an environment where it can flourish, Freifeld said.

The restored habitat would also likely help other endangered birds which also have lived in the same forest ecosystem, she said.

Similar habitat restoration projects have worked in the Hakalau Forest National Wildlife Refuge.

Workers there installed fences, controlled invasive plant species, removed pigs, and planted koa and ohia trees.

The Interior Department's report, called "The State of the Birds United States of America 2009," noted Hakalau's populations of the Hawaii creeper and akiapolaau have increased dramatically.

"Application of these successful methods is urgently needed elsewhere," the report said.

Scott Fretz, wildlife program manager at the state's Division of Forestry and Wildlife, said he was confident such efforts could help restore all of Hawaii's endangered bird species, excluding those that have already become extinct.

"The basic, fundamental problem that we have is a lack of funding to do what we need to do," Fretz said. "If we had a lot more funding than we do, we would be able to recover most, if not all, of the species that we have that are endangered."

Fretz said legislation pending before Congress could provide a welcome boost. One would provide funding for restoration efforts. Another designed to provide money to help states cope with climate change would help Hawaii because warmer temperatures allow mosquitoes to enter habitats at higher elevations currently inhabited by the palila and other forest birds.

giovedì 19 marzo 2009

CHI NON VUOLE la messa in SICUREZZA dell'AURELIA????



CAPALBIO, SABATO IN MAREMMA LA FESTA DI PRIMAVERA. CHI NON VUOLE SICURE AURELIA E PONTINA? LO SCANDALO AUTOSTRADA
CAPALBIO-GROSSETO (UNONOTIZIE.IT)



ITALIA NOSTRA - L’ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MAREMMA –

IL COMITATO NO CORRIDOIO ROMA-LATINA

Invitano tutti i cittadini a partecipare alla

FESTA DI PRIMAVERA

CAPALBIO – BORGO CARIGE



21 MARZO 2009



PROGRAMMA



Ore 10.00 Presso la Sala Tirreno CONVEGNO sul tema:



“CAMBIAMO STRADA – NO al Corridoio Autostradale Tirrenico, adeguiamo in sicurezza l’Aurelia e la Pontina”.



Intervengono:



- Luigino Ambrosini: Problematiche legate agli espropri.

- Prof. Gianni Mattioli: la storia del mancato adeguamento dell’Aurelia.

- Dott.ssa Sofia Rosati, oncologa.

- Dott. Gianni Ghirga, pediatra



Partecipano:

- Furio Colombo, giornalista

- Claudio Petruccioli, giornalista

- Paolo Berdini, urbanista

- Gualtiero Alunni, Portavoce Com.to NO Corridoio RM-LT

- Cesare Crova, Presidente Italia Nostra Lazio



Coordina i lavori: Nicola Caracciolo



Dalle ore 13,00 Assaggi di prodotti tipici della Maremma con musica dal vivo nella Piazza di Borgo Carige offerta da Gruppi Musicali locali.



Dalle 16.00 alle 18.00 Animazione e giochi per i più piccoli



Gli esperti durante il pomeriggio rimarranno a disposizione nella Sala Tirreno per rispondere alle domande dei Cittadini.

Nella stessa Sala sarà allestita una mostra fotografica intitolata C’era una volta la Maremma

sabato 7 marzo 2009

10 Gru in Etruria!


Etruria, 10 gru nell'Oasi WWF Orti Bottagone

- Domenica 1 marzo la Riserva Naturale Oasi WWF Padule Orti-Bottagone è stata palcoscenico di uno straordinario spettacolo legato alla migrazione primaverile di questi bellissimi trampolieri


Domenica 1 marzo 2009 la Riserva Naturale Oasi WWF Padule Orti-Bottagone (Piombino-Livorno) è stata palcoscenico di uno straordinario spettacolo legato alla migrazione primaverile. Uno stormo di 10 Gru (la “famosa” Gru di Chichibbio del Boccaccio!) ha deciso di fermarsi e rifocillarsi nei prati umidi e negli stagni salmastri dell’Oasi, incurante della pioggia battente. La guida dell’Oasi Luca Becherucci ha avuto la prontezza di fermare nelle immagini questo importante avvenimento. Si tratta dello stormo più numeroso mai registrato all’interno dell’Oasi, replicando la segnalazione di due anni fa che vide uno stormo di 13 individui stazionare nei campi di poco al di fuori del perimetro dell’area protetta.

Specie di grandi dimensioni, la Gru sta ora risalendo la penisola italiana, proveniente dalle aree di svernamento del nord Africa, per raggiungere i siti riproduttivi dell’Europa centrale, delle pianure balcaniche e della Russia europea. Inconfondibile per il caratteristico richiamo con cui i componenti dello stormo mantengono permanentemente i contatti tra loro, la specie trova ormai ad Orti-Bottagone un punto obbligato di transito e sosta. Il monitoraggio della migrazione proseguirà in Oasi nel mese di marzo ed aprile.

Chi intendesse avvicinarsi a questo straordinario spettacolo della natura può mettersi in contatto con il WWF (e.mail: ortibottagone@wwf.it)