martedì 31 marzo 2009

riceviamo e pubblichiamo

Smantellamento dell'Aurelia:

Fa bene Furio Colombo a gridare

all'inciucio





Come denunciato nei giorni scorsi dal giornalista ed ex direttore deL'Unità On. Furio Colombo, anche a noi pare evidente un brutto “inciucio tra PD e PDL” ai danni del territorio e di chi lo abita.

C'è un progetto che deve 'passare' a tutti i costi, un danno enorme per la comunità e un grande affare per qualcuno: la SAT, Società Autostrada Tirrenica, ma entriamo nello specifico.

Secondo il Ministro per le infrastrutture Matteoli, entro fine anno dovrebbero cominciare i lavori per la distruzione dell'Aurelia attuale in favore di un'autostrada, quindi a pagamento, che ne ricalcherà il percorso.

Avete capito bene, i nostri governanti si accingono a distruggere la stessa Aurelia, che nel recente passato avevano allargata al costo di un fiume di miliardi di vecchie lire, ma si sa che gli sprechi di denaro pubblico non hanno mai spaventato le nostre caste.

Siamo di fronte ad un colossale esproprio, con l'aggravio della deturpazione di una fascia costiera che verrà letteralmente tagliata via dall'entroterra.

Si pensi che l'altezza del 'muro autostradale' che vogliono realizzare, è grossomodo pari a quella del muro che separa Israele dalle zone palestinesi in Cisgiordania, 8-10metri, mentre la larghezza del sedime autostradale è fino a 5-6 volte superiore a quella della zona di interdizione intorno al muro israeliano...

Non essendo la costiera maremmana in guerra con la Tuscia e la Toscana, facciamoci dunque un'idea dell'effettivo 'valore' di questo progetto per le comunità...

Si dovranno quindi demolire case e manufatti e poi anziché terminarne l'adeguamento, si divorerà metà dell'attuale Aurelia, affinché essa diventi praticamente impercorribile, costringendo il passaggio a pagamento sulla nuova tratta, da parte dei milioni di veicoli che transitano tra Roma e la Toscana.

L'affare è sicuro... chi tra gli automobilisti non volesse pagare, può tranquillamente impantanarsi nella vecchia Aurelia, ridotta a poco più che una strada vicinale.

Alla Provincia di Viterbo ed alle altre coinvolte, intanto non viene chiesto alcun parere, mentre si interloquisce solo con le Regioni, che (giustamente) lo stesso Furio Colombo definisce come interessate quanto colpevoli.

Sono proprio Toscana e Lazio infatti, due Regioni in mano al PD, a volere a tutti i costi la realizzazione del progetto, oltre ovviamente allo 'sponsor' istituzionale Matteoli, toscano di AN.

Tramite Marrazzo, il PD laziale si è ampiamente rivelato ed ha accolto la proposta della SAT , mentre i sindaci del PD locale, si stanno largamente allineando.

I capitali necessari all'opera li metterebbe la società, mentre il Governo dovrebbe provvedere alle autorizzazioni ed ecco che l'affare è servito.

Il primo tronco necessiterebbe un investimento di 3,8 miliardi (!!!) di euro, tanto dunque valgono i nostri futuri pedaggi, tanto verrà tolto dalle tasche degli italiani e delle aziende, ma a questa astronomica somma dobbiamo pure aggiungere l'ovvio profitto che ogni impresa persegue.

Fate un po' voi il conto del 'favore' che a noi tutti stanno facendo il “Partito degli Italiani” del ministro Matteoli e il Partito Democratico di Toscana e Lazio. Non c'è male vero?

Ma chi è SAT?

Dunque, approfondiamo un po': il presidente di questa 'fortunata' azienda ci risulta sia ancora l'avv. Antonio Bargone, già dirigente del PCI pugliese e dalemiano di ferro.

Parlamentare del PDS negli anni '90, Bargone è talmente intimo con D'Alema da ospitarlo in casa sua per la famosa cena con l'allora magistrato Di Pietro, al termine della quale fu deciso di candidare l'ex PM nel Mugello, avviandolo ad una lunga carriera politica, di li a pochi mesi infatti Di Pietro divenne ministro ai lavori pubblici.

Bargone dal canto suo, diventò in seguito sottosegratario ai Lavori Pubblici del Governo D'Alema .

Proprio allora, guarda un po', il ministero dei Lavori Pubblici e il Governo di D'Alema ebbero abbastanza a cuore i destini della SAT da 'salvarla' tirando fuori più di 170 miliardi di lire dello Stato italiano, cioè nostri.

La SAT in effetti riprese decisamente colorito e, apprezzando l' (oramai) ex-sottosegretario di D'Alema, fece di lui niente meno che il presidente della società!

Tant'è che l'autostrada tirrenica si trova oggi ai nastri di partenza... ma perchè i lavori dovrebbero essere affidati in concessione alla SAT, anziché passare una regolare gara ad evidenza pubblica, come leggi e e buon senso imporrebbero anche in caso di 'project financing'?

Ma soprattutto perchè nell'Italia degli sprechi, mentre si progettano opere faraoniche, mancano cronicamente i soldi per tutto, a cominciare dalle manutenzioni ordinarie e dalle messe in sicurezza delle strade esistenti che sono un colabrodo?

Tra opere realmente utili ma mai ultimate, centrali a carbone e forse pure nucleari, cave piene di rifiuti speciali e cassa integrazione galoppante, si sta disegnando il nostro futuro e il profilo non è incoraggiante.

Rifondazione Comunista si sta battendo contro un partito unico senza nome, che è formato oramai da maggioranze e opposizioni conniventi e variabili.

Aldilà delle vetuste distinzioni destra-sinistra, il vero nemico oggi è il partito unico degli affari, che senza pudore ingrossa le sue fila sulla pelle di tutti noi.

Mi piacerebbe approfondire molti altri dettagli, ma purtroppo lo scrivente non dispone dell'immunità parlamentare, né in condizioni più agevoli si trova a lavorare la categoria dei giornalisti, si può stare tuttavia certi che la battaglia proseguirà, oltre che sul territorio, anche in Provincia a Viterbo.



Riccardo Fortuna

Consigliere alla Provincia di Viterbo

Partito della Rifondazione Comunista

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