
Peppe Ruggiero
IL DOSSIER Secondo Legambiente il nuovo tracciato «metterebbe a rischio la biodiversità e l’occupazione».
Prodotti biologici distrutti dal cemento. Lavoro e qualità spazzati via da un autostrada. è il Belpaese che punta su infrastrutture e cemento per rilanciare l’economia. Legambiente ha presentato uno studio sull’impatto della autostrada Tirennica in Maremma che sarebbe devastante per alcuni dei più straordinari e integri paesaggi tra Orbetello e il Parco della Maremma. Basti pensare che le aziende agricole biologiche Fontenuova, San Benedetto e La Selva, espressione dell’eccellenza dei sapori e saperi maremmani, verrebbero infatti “cancellate” dal nuovo tracciato. Complessivamente, 600 ettari di terreno coltivati a biologico, 100 posti di lavoro, nonché le pregiate produzioni agricole locali, sarebbero a rischio. Un messaggio che ha come destinari governo e Regione Toscana che, nella loro corsa folle per la realizzazione del nuovo tracciato dell’autostrada, si sono “dimenticati” di tutelare questo territorio e i suoi abitanti. Lo studio ha preso in esame la parte di progetto tra i Comuni di Orbetello e Grosseto. In questo tratto di circa 45 km l’autostrada viaggerebbe in variante rispetto all’Aurelia, con la conseguenza di andare a interessare boschi e aree a uso agricolo. Dal nuovo casello nel Parco della Maremma alla variante che isola nel traffico Collecchio, dallo svincolo “ammazzabiologico” di Talamone, ai viadotti e gallerie a Orbetello, sono stati passati a setaccio con immagini e fotosimulazioni tutti i punti e gli interventi impattanti. «Questa parte di Maremma pagherebbe un prezzo pesantissimo se la scelta di tracciato fosse confermata - è la denuncia di Eduardo Zanchini della segreteria nazionale di Legambiente -. L’atteggiamento di totale chiusura da parte della Regione Toscana, rispetto a qualsiasi modifica a un tracciato in variante che avrebbe devastanti impatti, risulta incomprensibile. Lanceremo una campagna internazionale per salvare le aziende biologiche di questo territorio e i posti di lavoro a rischio». Una querelle che dura da anni e che vede da un lato Regione Toscana e governo che hanno deciso per un nuovo tracciato, dall’altro le associazioni ambientaliste che spingono per l’adeguamento dell’Aurelia a sezione autostradale come previsto dal Progetto Anas del 2000. E sul progetto della Regione e del governo è in corso un’ istruttoria da parte della Commissione europea per valutare se l’estensione della concessione autostradale a Sat fino al 2046 senza gara violi le direttive. E anche sulla fattibilità economica del progetto in autofinanziamento, sono enormi i problemi relativi al recupero delle risorse. Ma nel Belpaese per rilanciare l’economia è di prassi puntare su ritardi, costi elevati e cementificazione insostenibile. Se no che Belpaese sarebbe
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