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mercoledì 16 marzo 2011

Risparmio e Sostenibilita'

Risparmio e Sostenibilità a TermoidraulicaClima Ecoenergie 2011clicca per link


TermoidraulicaClima Ecoenergie è un’occasione per parlare dei vantaggi economici e dei benefici ambientali ottenibili grazie al ricorso ad impianti termoidraulici di ultima generazione, ma anche un momento per gli operatori di settore per aggiornarsi sulle tendenze che guideranno la crescita del comparto nei prossimi mesi e per creare nuove relazioni e nuovi accordi commerciali nel rispettodell’ambiente per uno sviluppo sostenibile. Questi alcuni dei nodi che saranno sviluppati nell’ambito della 17° edizione di Termoidraulica Clima Ecoenergie 2011, la mostra dedicata al settore dell’impiantistica idrotermosanitaria e della climatizzazione organizzata da Senaf, che si terrà a PadovaFiere dal 30 marzo al 2 aprile 2011. Tra gli aspetti che saranno trattati ci saranno i vantaggi ottenibili mediante le operazioni di ristrutturazione, sia sul piano del miglioramento della qualità abitazioni degli edifici, sia sotto il profilo del risparmio economico tenedo conto del rispetto dell’ambiente per uno svilupposostenibile.

Dispositivi ecocompatibili Per avere un’idea più precisa dei vantaggi ottenibili grazie all’utilizzo di dispositivi ecocompatibili per il rispetto dell’ambiente e uno sviluppo sostenibile, basti pensare che dal punto di vista ambientale, il risparmio energetico e quindi la riduzione delle emissioni inquinanti va dai 70 kWh al mq mediamente consumati da un´abitazione tradizionale europea, in Italia si parla invece di 130 kWh, ai 33 kWh al mq di una casa energeticamente adeguata, mentre dal punto di vista monetario, prendendo come esempio di riferimento un appartamento di 100 mq, si passa da una spesa annua che oscilla tra 1.500-2.000 euro per il riscaldamento di un casa tradizionale, ai circa 160 euro annui necessari a climatizzare un appartamento in classe A.

Direttiva europea RES La Direttiva europea RES (Renewable Energy Sources), che invita gli stati membri a sviluppare schemi di qualificazione e certificazione delle competenze per gli installatori di piccoli impianti ad energia rinnovabile, tra cui quelli a pompa di calore, validi in tutta l’Unione Europea, rappresenta una grande opportunità di qualificazione e specializzazione per gli operatori del settore. Un cambiamento importante orientato verso lo sviluppo sostenibile, per un comparto che dà occupazione complessivamente a 7.250 lavoratori, per un giro d’affari di 1.400 milioni di euro.

L’Area Focus Pompe di Calore TermoidraulicaClima Econergie dedica una sezione speciale a questo settore. L’Area Focus Pompe di Calore permetterà a installatori e progettisti di toccare con mano tutti i vantaggi di questa tecnologia: grazie alle aziende partner verranno presentati i sistemi di installazione più efficaci in termini di contenimento dei costi, riduzione dell’impatto ambientale per unosviluppo sostenibile. Secondo uno studio sui sistemi di climatizzazione emerge, infatti, che, ipotizzando che il 30% della domanda di servizio venga soddisfatta con sistemi a pompa dicalore a ciclo annuale, è possibile ridurre i consumi di energia di circa 4,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), pari a circa 10,5 milioni di tonnellate di CO2 evitate.

Un appuntamento irrinunciabileL’aggiornamento degli impiantisti è uno degli importanti obiettivi di Termoidraulica Clima Ecoenergie – ricorda Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Iniziative come l’Area Focus Pompe diCalore possono dare un contributo concreto alla formazione e specializzazione dei professionisti del settore”. Ancora una volta, Termoidraulica Clima Ecoenergie si conferma un appuntamento irrinunciabile per conoscere e promuovere le migliori soluzioni impiantistiche, imprimendo un’ulteriore accelerazione alla crescita del comparto nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Per evitare di fare la fila in Fiera potete cliccare qui per ricevere la tessera per l’ingresso gratutito al vostro indirizzo e-mail. Per maggiori informazioni visitate il sito web di TermoidraulicaClima.


martedì 8 marzo 2011

United Nations investigate ecological farming.

UN expert makes case for ecological farming practices to boost food productionclicca per link

8 March 2011 – Small-scale farmers can double food production in a decade by using simple ecological methods, according to the findings of a new United Nations study released today, which calls for a fundamental shift towards agroecology as a poverty alleviation measure.

“To feed 9 billion people in 2050, we urgently need to adopt the most efficient farming techniques available,”says Olivier De Schutter, the UN Special Rapporteur on the right to food and author of the report, entitled “Agro-ecology and the right to food.”

“Today’s scientific evidence demonstrates that agroecological methods outperform the use of chemical fertilizers in boosting food production where the hungry live – especially in unfavourable environments,” he added.

Agroecology applies ecological science to the design of agricultural systems that can help put an end to food crises and address climate-change and poverty. It enhances soils productivity and protects the crops against pests by relying on the natural environment such as beneficial trees, plants, animals and insects, according to the study.

“To date, agroecological projects have shown an average crop yield increase of 80 per cent in 57 developing countries, with an average increase of 116 per cent for all African projects,” Mr. De Schutter says. “Recent projects conducted in 20 African countries demonstrated a doubling of crop yields over a period of 3 to 10 years.”

Conventional farming relies on expensive inputs, fuels climate change and is not resilient to climatic shocks, notes the study, which is based on extensive review of existing scientific data.

“It simply is not the best choice anymore today,” Mr. De Schutter stresses. “A large segment of the scientific community now acknowledges the positive impacts of agroecology on food production, poverty alleviation and climate change mitigation – and this is what is needed in a world of limited resources.

“Malawi, a country that launched a massive chemical fertilizer subsidy programme a few years ago, is now implementing agroecology, benefiting more than 1.3 million of the poorest people, with maize yields increasing from 1 ton per hectare to 2-3 tons/ha,” Mr. De Schutter writes.

The report also points out that projects in Indonesia, Viet Nam and Bangladesh recorded up to 92 per cent reduction in insecticide use for rice, leading to important savings for poor farmers.

“Knowledge came to replace pesticides and fertilizers. This was a winning bet, and comparable results abound in other African, Asian and Latin American countries,” the independent expert notes in the report presented to the UN Human Rights Council in Geneva.

He adds that the approach is also gaining ground in developed countries such as the United States, Germany and France. “However, despite its impressive potential in realizing the right to food for all, agroecology is still insufficiently backed by ambitious public policies and consequently hardly goes beyond the experimental stage,” he points out.

The report also identifies measures that States should implement to scale up agroecological practices.

“Agroecology is a knowledge-intensive approach. It requires public policies supporting agricultural research and participative extension services,” Mr. De Schutter says. “States and donors have a key role to play here. Private companies will not invest time and money in practices that cannot be rewarded by patents and which don’t open markets for chemical products or improved seeds,” he adds.

giovedì 27 novembre 2008

Riceviamo e pubblichiamo : "SCHIAVITU ENERGETICA DEL COMPRENSORIO ETRUSCO"




Mentre Enel S.P.A. gioca a nascondino con le sue pesanti responsabilità sui quantitativi degli inquinanti a TVN,i sindaci chiedono un acconto per le compensazioni.Enel aveva promesso il carbone pulito,invece, brucerà carbone sporco,con la complicità delle istituzioni, messe a tacere con i soldi.I cittadini sono sgomenti.Mentre al ministero dell'ambiente si dibatte il problema dell'AIA,sulle numerose manchevolezza poste sui limiti degli inquinanti delle emissioni provenineti dalla combustione del carbone sporco di TVN,proprio mentre i cittadini e gli avvocati dei comitati,continuano ad inviare "osservazioni tecnico legali" sulla procedura dell'AiA,i sindaci che fanno? Chiedono all'ente elettrico un acconto sulle compensazioni.Proprio domani,durante il consiglio comunale di Tarquinia verrà presentato un ODG in cui si denuncia la mancanza di garanzia sui limiti di legge contro le ricadute inquinanti di TVN,per quanto riguarda la procedura AIA e la denuncia sul mancato impegno di Enel sulla riduzione del 30% dei limiti di emissione,l' amministrazione Mazzola di Tarquinia e l'amministrazione Battilocchio di Allumiere chiederanno l'approvazione per mettere in bilancio un "acconto",provenien te dall'accordo sulle compensazioni.Questo è il silenzio colpevole!Come può un sindaco che chiede soldi all'inquinatore, tutelare la salute,l'ambiente e il lavoro dei suoi cittadini!Come potrebbe una scimmia ammestrata smettere di ballare mentre la musica incalza?I cittadini si augurano che in sede di consiglio comunale coloro che hanno la responsabilità delle scelte collettive,abbiano un sussulto e facciano con coscienza il proprio ruolo,ci riferiamo anche ai revisori dei conti,che oltre al rispetto della legge in materia, in un clamoroso conflitto di interessi,scelgano la tutela del lavoro piuttosto che i soldi delle compensazioni, con cui tacere per sempre.Il mondo agricolo ha dimostrato la sua fermezza contro il carbone sporco,le compensazioni sono un errore,sono un atto colpevole contro lo sviluppo di questo territorio che ha e che vuole mantenere la sua vocazione agricola.Finalmente anche i cittadin meno informati hanno visto il vero volto dei sindaci di Civitavecchia, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Santa Marinella,il volto del silenzio colpevole.L'esclusiva responsabilità sull'imposizione della "schiavitù energetica del nostro comprensorio" che prima aveva solo il sindaco di Civitavecchia, ora sarà condivisa anche dai sindaci dei comuni limitrofi.Imporranno agli abitanti la presenza del polo energetico più grande d'Europa,in cambio di 30 denari.

A Civitavecchia i soldi dell'Ente elettrico non sono serviti a migliorare la qualità della vita dei cittadini,piuttosto il contrario,basti osservare la città e i suoi problemi cronici,di disoccupazione e inquinamento.
I cittadini che vivono nel comprensorio intorno a Civitavecchia, l'avevano preannunciato un anno fa,tutti i sindaci che si renderanno colpevoli di accettare i soldi di Enel S.P.A.,dimentichera nno giorno dopo giorno di difendere il diritto alla salute,il diritto al lavoro dei loro cittadini.Disgraziatamente per noi.


Movimento no coke Alto Lazio