lunedì 2 maggio 2011

No al nucleare. In maremma si continua la campagna d' informazione.


I prossimi eventi del Comitato Maremma


Nonostante le dichiarazioni del Presidente del consiglio, il Comitato Maremma “vota sì per fermare il nucleare” va avanti. Fino al 12 giugno tanti gli eventi in programma per la cittadinanza

Grosseto: A maggior ragione dopo le dichiarazioni del Presidente del consiglio, che ha affermato di aver realizzato la manovra per scippare i referendum ed evitando il voto che avrebbe fatto vincere il SI e che, allo stesso modo, avrebbe ripresentato la proposta a favore del nucleare una volta calmate le acque,

come se gli italiani non fossero in grado di scegliere, il Comitato Maremma del “Vota sì per fermare il nucleare” continua la sua opera d'informazione. Sono diversi gli eventi in programma fino al 12 giugno, data in cui i cittadini saranno chiamati a votare per il referendum. L'emendamento approvato dal Senato passerà adesso al vaglio della Cassazione che deciderà se il referendum si svolgerà o meno. Si parte venerdì 6 aprile con la presentazione del libro “Nucleare: a chi conviene?”, di Gianni Mattioli e Massimo Scalia, che si terrà alle ore 18,00 nella Sala conferenze del Museo di storia naturale della Maremma, con la concessione del patrocinio da parte della Fondazione Grosseto Cultura. Il libro, edito da Edizioni Ambiente, spiega cosa significherebbe per l’Italia investire sull’energia atomica anziché su fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico basandosi su un'analisi di dati reali e documentati provenienti da fonti internazionali. Gli autori sono tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia. Docenti alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università “La Sapienza” di Roma, hanno entrambi ricoperto importanti incarichi politici.

Venerdì 13 maggio, sempre alle 18,00, proiezione di un cortometraggio e di un documentario sui disastri di Chernobyl e di Fukushima. L'incontro che si terrà nella Sala conferenze del Museo di storia naturale della Maremma vuole ricordare a 25 anni dall'anniversario di Cernobyl, le condizioni in cui vivono ancora oggi le popolazioni delle aree contaminate e stabilire le "connessioni" non troppo lontane tra l'incidente in Ucraina e il più recente in Giappone. Durante l'incontro saranno proiettati alcuni filmati tra cui il reportage realizzato dalla trasmissione Le iene realizzato a Prjpiat, nella cosiddetta "zona morta", il cortometraggio The door di Juanita Wilson e James Flynn, candidato agli Oscar nel 2010 e un dossier su Fukushima, realizzato da SkyTg24.

Giovedì sera, 19 maggio, ci sarà una cena denuclearizzata “A tavola per i referendum” organizzata al Circolo Arci khorakhane, in via Ugo Bassi 62 a Grosseto, alle ore 20,00. A seguire ci sarà la proiezione di filmati e reportage su Chernobyl e Fukushima. Per informazioni chiamare il numero 349.0089398. La domenica seguente, 22 maggio, ci sarà invece una manifestazione a Montalto di Castro contro il nucleare.

Inoltre il Comitato organizzerà stand e banchetti informativi nel centro storico di Grosseto per tutto il mese di maggio e l'inizio di giugno. Gli stand saranno tutti i giovedì di maggio, dal 5 al 26, e giovedì 9 giugno, la mattina dalle 9 alle 13 in piazza De Maria davanti alla pizzeria Pappagone. Mentre il venerdì lo stand si sposterà in piazza Socci dalle 16 alle 20. Per partecipare agli stand o per richiedere materiale informativo è possibile visitare il sito www.festambiente.it, chiamare il numero 0564.48771 o scrivere a fermiamoilnucleare@festambiente.it.

Hanno aderito al Comitato: Legambiente, Amici della Terra Grosseto, Wwf Grosseto, Libera, Movimento difesa del bene comune, Arci comitato provinciale, Mdc Grosseto, Rete dei comitati per la difesa del territorio, Comitato Terra di Maremma, Uisp, Terra, Cittadinanzattiva, Rete degli studenti medi di Grosseto, Associazione culturale Futuro di Maremma, Le Orme, Aics, Slow food, Giovani comunisti, Centro donna Grosseto, Federazione della sinistra, Pro loco di Alberese, Pro loco Marina di Grosseto, Sel, Festival resistente, Ecodem.

mercoledì 16 marzo 2011

Risparmio e Sostenibilita'

Risparmio e Sostenibilità a TermoidraulicaClima Ecoenergie 2011clicca per link


TermoidraulicaClima Ecoenergie è un’occasione per parlare dei vantaggi economici e dei benefici ambientali ottenibili grazie al ricorso ad impianti termoidraulici di ultima generazione, ma anche un momento per gli operatori di settore per aggiornarsi sulle tendenze che guideranno la crescita del comparto nei prossimi mesi e per creare nuove relazioni e nuovi accordi commerciali nel rispettodell’ambiente per uno sviluppo sostenibile. Questi alcuni dei nodi che saranno sviluppati nell’ambito della 17° edizione di Termoidraulica Clima Ecoenergie 2011, la mostra dedicata al settore dell’impiantistica idrotermosanitaria e della climatizzazione organizzata da Senaf, che si terrà a PadovaFiere dal 30 marzo al 2 aprile 2011. Tra gli aspetti che saranno trattati ci saranno i vantaggi ottenibili mediante le operazioni di ristrutturazione, sia sul piano del miglioramento della qualità abitazioni degli edifici, sia sotto il profilo del risparmio economico tenedo conto del rispetto dell’ambiente per uno svilupposostenibile.

Dispositivi ecocompatibili Per avere un’idea più precisa dei vantaggi ottenibili grazie all’utilizzo di dispositivi ecocompatibili per il rispetto dell’ambiente e uno sviluppo sostenibile, basti pensare che dal punto di vista ambientale, il risparmio energetico e quindi la riduzione delle emissioni inquinanti va dai 70 kWh al mq mediamente consumati da un´abitazione tradizionale europea, in Italia si parla invece di 130 kWh, ai 33 kWh al mq di una casa energeticamente adeguata, mentre dal punto di vista monetario, prendendo come esempio di riferimento un appartamento di 100 mq, si passa da una spesa annua che oscilla tra 1.500-2.000 euro per il riscaldamento di un casa tradizionale, ai circa 160 euro annui necessari a climatizzare un appartamento in classe A.

Direttiva europea RES La Direttiva europea RES (Renewable Energy Sources), che invita gli stati membri a sviluppare schemi di qualificazione e certificazione delle competenze per gli installatori di piccoli impianti ad energia rinnovabile, tra cui quelli a pompa di calore, validi in tutta l’Unione Europea, rappresenta una grande opportunità di qualificazione e specializzazione per gli operatori del settore. Un cambiamento importante orientato verso lo sviluppo sostenibile, per un comparto che dà occupazione complessivamente a 7.250 lavoratori, per un giro d’affari di 1.400 milioni di euro.

L’Area Focus Pompe di Calore TermoidraulicaClima Econergie dedica una sezione speciale a questo settore. L’Area Focus Pompe di Calore permetterà a installatori e progettisti di toccare con mano tutti i vantaggi di questa tecnologia: grazie alle aziende partner verranno presentati i sistemi di installazione più efficaci in termini di contenimento dei costi, riduzione dell’impatto ambientale per unosviluppo sostenibile. Secondo uno studio sui sistemi di climatizzazione emerge, infatti, che, ipotizzando che il 30% della domanda di servizio venga soddisfatta con sistemi a pompa dicalore a ciclo annuale, è possibile ridurre i consumi di energia di circa 4,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), pari a circa 10,5 milioni di tonnellate di CO2 evitate.

Un appuntamento irrinunciabileL’aggiornamento degli impiantisti è uno degli importanti obiettivi di Termoidraulica Clima Ecoenergie – ricorda Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Iniziative come l’Area Focus Pompe diCalore possono dare un contributo concreto alla formazione e specializzazione dei professionisti del settore”. Ancora una volta, Termoidraulica Clima Ecoenergie si conferma un appuntamento irrinunciabile per conoscere e promuovere le migliori soluzioni impiantistiche, imprimendo un’ulteriore accelerazione alla crescita del comparto nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Per evitare di fare la fila in Fiera potete cliccare qui per ricevere la tessera per l’ingresso gratutito al vostro indirizzo e-mail. Per maggiori informazioni visitate il sito web di TermoidraulicaClima.


martedì 8 marzo 2011

United Nations investigate ecological farming.

UN expert makes case for ecological farming practices to boost food productionclicca per link

8 March 2011 – Small-scale farmers can double food production in a decade by using simple ecological methods, according to the findings of a new United Nations study released today, which calls for a fundamental shift towards agroecology as a poverty alleviation measure.

“To feed 9 billion people in 2050, we urgently need to adopt the most efficient farming techniques available,”says Olivier De Schutter, the UN Special Rapporteur on the right to food and author of the report, entitled “Agro-ecology and the right to food.”

“Today’s scientific evidence demonstrates that agroecological methods outperform the use of chemical fertilizers in boosting food production where the hungry live – especially in unfavourable environments,” he added.

Agroecology applies ecological science to the design of agricultural systems that can help put an end to food crises and address climate-change and poverty. It enhances soils productivity and protects the crops against pests by relying on the natural environment such as beneficial trees, plants, animals and insects, according to the study.

“To date, agroecological projects have shown an average crop yield increase of 80 per cent in 57 developing countries, with an average increase of 116 per cent for all African projects,” Mr. De Schutter says. “Recent projects conducted in 20 African countries demonstrated a doubling of crop yields over a period of 3 to 10 years.”

Conventional farming relies on expensive inputs, fuels climate change and is not resilient to climatic shocks, notes the study, which is based on extensive review of existing scientific data.

“It simply is not the best choice anymore today,” Mr. De Schutter stresses. “A large segment of the scientific community now acknowledges the positive impacts of agroecology on food production, poverty alleviation and climate change mitigation – and this is what is needed in a world of limited resources.

“Malawi, a country that launched a massive chemical fertilizer subsidy programme a few years ago, is now implementing agroecology, benefiting more than 1.3 million of the poorest people, with maize yields increasing from 1 ton per hectare to 2-3 tons/ha,” Mr. De Schutter writes.

The report also points out that projects in Indonesia, Viet Nam and Bangladesh recorded up to 92 per cent reduction in insecticide use for rice, leading to important savings for poor farmers.

“Knowledge came to replace pesticides and fertilizers. This was a winning bet, and comparable results abound in other African, Asian and Latin American countries,” the independent expert notes in the report presented to the UN Human Rights Council in Geneva.

He adds that the approach is also gaining ground in developed countries such as the United States, Germany and France. “However, despite its impressive potential in realizing the right to food for all, agroecology is still insufficiently backed by ambitious public policies and consequently hardly goes beyond the experimental stage,” he points out.

The report also identifies measures that States should implement to scale up agroecological practices.

“Agroecology is a knowledge-intensive approach. It requires public policies supporting agricultural research and participative extension services,” Mr. De Schutter says. “States and donors have a key role to play here. Private companies will not invest time and money in practices that cannot be rewarded by patents and which don’t open markets for chemical products or improved seeds,” he adds.

Sostenibilita' in Maremma.


La sostenibilità come risorsa in Maremmaclicca per link


Si terrà venerdì 11 marzo 2011, dalle 9.00 alle 12.00, presso la Sala Pegaso, Provincia di Grosseto, in Piazza Dante a Grosseto, il convegno internazionale "Sviluppo sostenibile e nuovi lavori: dall’idea alla pratica"

Grosseto: L’incontro fa parte del progetto europeo “Nuove professionalità attraverso le competenze per lo Sviluppo Sostenibile” (New Jobs Through ESD Competencies) che vede, tra i partners, Confindustria Grosseto, la Provincia di Grosseto, il Laboratorio di Educazione Ambientale “La Finoria” di Gavorrano, l’Università di Luneburg (Germania),

la città di Malmö (Svezia), l’Istituto di Istruzione Professionale “Da Vinci”, Arcidosso (Grosseto), l’ITIS “Monaco” di Cosenza. La sostenibilità è una grande opportunità: per l’impresa, per il lavoro, per la formazione. E, soprattutto, è già una realtà. Come dimostra la città di Malmö (eletta tra le prime dieci città “verdi” del pianeta in un rapporto 2007 del Worldwatch Institute). A Malmö, cittadina nel sud della Svezia, è stato costruito il quartiere Bo01 (dallo svedese bonollet che significa abitare). Un vero e proprio villaggio ecologico dove l'uso dell'edilizia eco-sostenibile e delle energie rinnovabili concorrono a creare la città del futuro. La città è stata strutturata in modo tale che la viabilità urbana favorisca il trasporto pubblico e le biciclette con una ricca rete di piste ciclabili. Infine, il quartiere utilizza un approccio orientato al 100% alle energie sostenibili: Bo01 è autosufficiente grazie ad un sistema di pannelli solari, impianti eolici e fotovoltaici che aiutano a minimizzare l'uso di energia, mantenendo l'integrità complessiva della forma architettonica e urbana. E si tratta solo di un esempio. Negli ultimi anni, la città è cresciuta, sono aumentati i posti di lavoro, le imprese si sono specializzate e diversificate, accompagnando lo sviluppo sostenibile. ‘Nuove professionalità attraverso le competenze per lo Sviluppo Sostenibile’ (New Jobs Through ESD Competencies) è un progetto che mira al trasferimento dell’innovazione, attraverso un manuale ma anche attraverso buone pratiche. Che, in Maremma, sono già in atto. Durante il convegno saranno presentati i casi di due aziende che operano nella provincia di Grosseto, Marine Supply “Motori navali alimentati da batterie a idrogeno: le tecnologie sostenibili e nuovi futuri industriali” ed Elettromoderna “Casa del Sole: la prima costruzione ecosostenibile in classe ‘A’ del Centro-Sud Italia”.Tra gli interventi in programma: l’Università di Luneburg “Educazione per lo Sviluppo Sostenibile e potenziale sociale”; la Municipalità di Malmö “Malmö, la città di domani è già realtà: un approccio integrato alla sostenibilità”; la Fondazione Sviluppo Sostenibile (Roma) “La Green Economy in Italia, risultati e prospettive”; la Provincia di Grosseto “Sviluppo sostenibile in Maremma: lo stato attuale e le prospettive professionali”. Saranno inoltre presentate le ragioni del progetto europeo “Nuove Professionalità attraverso le Competenze per lo Sviluppo Sostenibile”, mentre il Laboratorio di Educazione Ambientale “La Finoria”, di Gavorrano, presenterà le azioni di progetto e un successivo intervento formativo, gratuito, per professionisti e amministratori pubblici. I lavori saranno aperti da Roberto Frosolini, presidente Gruppo Piccola Industria di Confindustria Grosseto. La partecipazione al convegno prevede l’accreditamento, ai fini della formazione continua, dei pedagogisti ANPE. Su richiesta, sarà rilasciato attestato di partecipazione. Per informazioni: Confindustria Grosseto, 0564.468.811, info@confindustriagrosseto.it Programma completo scaricabile all’url: www.njesd.com


sabato 5 marzo 2011

Maremma: territorio del parco regionale


Territorio e vegetazione: Parco Regionale della Maremma

Il territorio del parco della Maremma si può suddividere in due grandi sottounità geomorfologiche: da una parte i monti dell’Uccellina, dall’altra la piana dell’Ombrone, che risulta maggiormente modificata dall’azione delle inondazioni, dal pascolo, dalle coltivazioni e soprattutto dalle bonifiche.

In generale, il paesaggio poco si discosta da quello tipico della Toscana meridionale:le forme dei rilievi sono dolci e per lo più smussate, mentre le valli sono poco profonde, a causa dell’alta erodibilità delle rocce sottoposte ad agenti atmosferici.

I monti dell’Uccellina si spingono fino al mar Tirreno (ovest), dove vengono in contatto con le dune sabbiose, e sono circondati dalle pianure alluvionali dei fiumiOmbrone ed Albegna; verso sud, la catena collinare declina gradualmente fino aTalamone (limite sud del parco), e i rilievi si fanno sempre più bassi e dolci.

Dal punto di vista idrografico, il Parco presenta due tipologie di corsi d’acqua: nelle pianure si trovano molti canali artificiali di varie dimensioni creati per bonificare la palude; sui rilievi si trovano molti corsi d’acqua naturali a carattere fortemente torrentizio.

La vegetazione di base del parco è costituita da lecci; a questi alberi si affiancano nei versanti orientali la fillirea, il lentisco, il corbezzolo, l’erica e la quercia da sughero.
Nei versanti orientali e settentrionali si trovano invece, oltre ai lecci, l’orniello, laroverella, il biancospino, la vitalba, l’edera e il sorbo.

Nel sottobosco crescono ciclamini, liane, pungitopo, asparagi selvatici, mentre è abbastanza diffuso un po’ ovunque l’acero trilobo.

Il versante occidentale dei monti dell’Uccellina si presenta più degradato ed arido, perciò è disseminato di macchie intricate di liane, eriche, lentischi e filliree.

Il versante orientale è invece adatto alla crescita del bosco e ospita varie specie di arbusti come la ginestra, il mirto, l’erica e la lavanda.

Negli ambienti più rocciosi si è adattata una serie di piante in grado di resistere alla siccità: sono da citare l’euforbia arborea, la sabina marittima, l’oleastro e la rarissima palma nana.

In molte zone in cui la vegetazione arborea è stata distrutta o è andata diradandosi per cause naturali avanza la gariga, cioè un complesso di vegetazione bassa che vive su rocce o terreni calcarei.
Essa comprende il rosmarino, il cisco, il lentisco e l’erica rosa, oltre ad una buona varietà di orchidee selvatiche.

Sul litorale si incontra la tipica vegetazione pioniera che si adatta ai terreni sabbiosi:euphorbia, sporobulus pungens, xanthium italicum, mentre alle loro spalleechinophora, calystella ed eryngium creano le dune con i loro apparati radicali.

Infine non meno importante è la vegetazione antropica, cioè impiantata dall’uomo, come gli uliveti abbandonati o i boschi di pini creati sulle coste per proteggere le coltivazioni dai venti marini.


giovedì 15 ottobre 2009

PUNTERUOLO ROSSO: Cosa fare per DIFENDERSI




http://www.ilfaroonline.it/anzio.php?id=426

mercoledì 19 agosto 2009

Etruria:Il ritorno del Falco Pescatore- Difendiamolo dal Mega-Porto di Talamone e dalla autostrada! Questa è la vera RICCHEZZA della Maremma


Il Dossier che SEPPELLISCE la folle AUTOSTRADA in ETRURIA- "L'economia della Maremma verrebbe distrutta"




Peppe Ruggiero
IL DOSSIER Secondo Legambiente il nuovo tracciato «metterebbe a rischio la biodiversità e l’occupazione».
Prodotti biologici distrutti dal cemento. Lavoro e qualità spazzati via da un autostrada. è il Belpaese che punta su infrastrutture e cemento per rilanciare l’economia. Legambiente ha presentato uno studio sull’impatto della autostrada Tirennica in Maremma che sarebbe devastante per alcuni dei più straordinari e integri paesaggi tra Orbetello e il Parco della Maremma. Basti pensare che le aziende agricole biologiche Fontenuova, San Benedetto e La Selva, espressione dell’eccellenza dei sapori e saperi maremmani, verrebbero infatti “cancellate” dal nuovo tracciato. Complessivamente, 600 ettari di terreno coltivati a biologico, 100 posti di lavoro, nonché le pregiate produzioni agricole locali, sarebbero a rischio. Un messaggio che ha come destinari governo e Regione Toscana che, nella loro corsa folle per la realizzazione del nuovo tracciato dell’autostrada, si sono “dimenticati” di tutelare questo territorio e i suoi abitanti. Lo studio ha preso in esame la parte di progetto tra i Comuni di Orbetello e Grosseto. In questo tratto di circa 45 km l’autostrada viaggerebbe in variante rispetto all’Aurelia, con la conseguenza di andare a interessare boschi e aree a uso agricolo. Dal nuovo casello nel Parco della Maremma alla variante che isola nel traffico Collecchio, dallo svincolo “ammazzabiologico” di Talamone, ai viadotti e gallerie a Orbetello, sono stati passati a setaccio con immagini e fotosimulazioni tutti i punti e gli interventi impattanti. «Questa parte di Maremma pagherebbe un prezzo pesantissimo se la scelta di tracciato fosse confermata - è la denuncia di Eduardo Zanchini della segreteria nazionale di Legambiente -. L’atteggiamento di totale chiusura da parte della Regione Toscana, rispetto a qualsiasi modifica a un tracciato in variante che avrebbe devastanti impatti, risulta incomprensibile. Lanceremo una campagna internazionale per salvare le aziende biologiche di questo territorio e i posti di lavoro a rischio». Una querelle che dura da anni e che vede da un lato Regione Toscana e governo che hanno deciso per un nuovo tracciato, dall’altro le associazioni ambientaliste che spingono per l’adeguamento dell’Aurelia a sezione autostradale come previsto dal Progetto Anas del 2000. E sul progetto della Regione e del governo è in corso un’ istruttoria da parte della Commissione europea per valutare se l’estensione della concessione autostradale a Sat fino al 2046 senza gara violi le direttive. E anche sulla fattibilità economica del progetto in autofinanziamento, sono enormi i problemi relativi al recupero delle risorse. Ma nel Belpaese per rilanciare l’economia è di prassi puntare su ritardi, costi elevati e cementificazione insostenibile. Se no che Belpaese sarebbe

martedì 18 agosto 2009

LA BRUTTA STORIA dell' AUTOSTRADA in MAREMMA


Alla faccia del conflitto di interessi e dell'inciucio più spregiudicato: Matteoli le sta provando tutte per far nominare commissario straordinario dell'autostrada Spaccamaremma IL dalemone Bargone, presidente DELla società che deve fare i lavori…Alla faccia del conflitto di interessi e dell'inciucio più spregiudicato, Altero Matteoli il ministro nero delle infrastrutture e sindaco di Orbetello le sta provando tutte per far nominare commissario straordinario dell'autostrada Spaccamaremma l'ex deputato dalemone Antonio Bargone, oggi presidente targato Benetton della Sat, la stessa società del gruppo autostrada che deve fare i lavori della Civitavecchia-Rosignano.ministro matteoli - Valerio Lo MauroMa sono in molti a gridare allo scandalo. Primi fra tutti quei signori della Commissione Europea che hanno già aperto un dossier a Bruxelles per il rinnovo della convenzione tra Anas e Sat senza alcuna gara europea.La cosa non garba neppure al ministro dell'economia Giulio Tremonti a cui non piace questo regalo ai Benetton e neppure a Claudio Petruccioli, ex presidente della Rai che avrebbe già fatto presente quest'anomalia ai vertici del partito. E non è certo un caso se il potente presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras ha detto chiaro e tondo che il progetto va rivisto per ottemperare alle richieste di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste.La Spacca Maremma distruggerebbe molte aziende della zona e rovinerebbe la Valle d'Oro il sito archeologico studiato per anni dal Presidente del Consiglio dei Beni Culturali Andrea Carandini. La nomina di Bargone, dalemiano doc, è destinata a saltare perchè lo stesso Gianni Letta è come sempre molto cauto nella scelta di questi commissari per le opere pubbliche.


fonte Dagospia

domenica 31 maggio 2009

I blog a difesa degli Eucalipti di San Gordiano


“IL FARO DI SAN LIBORIO” IL 1° BLOG DI QUARTIERE
IL 1°BLOG CHE DA VOCE AL QUARTIERE.... FACCIAMOCI SENTIRE!
NOVITA' DAL QUARTIERE




EUCALIPTI DI SAN GORDIANO
Il Team del Blog “IL FARO DI SAN LIBORIO”, in rappresentanza dei cittadini del quartiere, esprime piena solidarietà e vicinanza al comitato spontaneo degli abitanti del quartiere San Gordiano, che in questi giorni hanno organizzato una raccolta firme per cercare di fermare lo scempio dell’abbattimento degli eucalipti di Via Sterlizzi.Con la presente, invitiamo tutti i civitavecchiesi ha recarsi presso il punto firma di Via Sterlizzi per dimostrare all’amministrazione che la città è ancora dei cittadini

San Gordiano :Tutti contro il folle abbattimento degli eucalipti





Via delle Sterlizie, le firme si avvicinano a quota 1500





Circa 1500 firme in pochi giorni e con solo banchetto, quello posizionato a "Fort Alamo", il simpatico soprannome che i residenti di San Gordiano hanno dato alla parte di via delle Sterlizie dove si è per il momento interrotta l'azione di abbattimento degli eucalipti. Dunque, la protesta, nonostante il sindaco Moscherini abbia interrotto l'azione distruttiva e convocato una conferenza di servizi per mercoledì scorso, non si ferma. Il Comitato sorto spontaneamente e costituito soprattutto dagli abitanti della zona rileva con grande soddisfazione come la stragrande maggioranza delle firme che chiedono di salvare gli eucalipti sia proprio di residenti nel quartiere San Gordiano. Ma a firmare per interrompere quello che viene definito uno scempio atroce vengono anche da altre zone, addirittura, racconta commosso Massimo Di Grado, il portavoce del Comitato, anche due bambini che abitano in via Braccianese Claudia. Lo stesso Di Grado sottolinea come i diversi agronomi che hanno raggiunto via delle Sterlizie hanno concordato sull'inutilità dell'abbattimento degli eucalipti e sulla necessità che gli alberi abbiano soltanto un po' di respiro e siano potati regolarmente, come avviene per quelli che si trovano nel centro urbano. E qui arriva la proposta del Comitato, peraltro già avanzata al sindaco e al presidente della Circoscrizione. "Basterebbe lasciare la situazione così come è adesso, sostituendo gli alberi che sono stati abbattuti secondo il progetto del Comune. Gli altri, i superstiti devono essere lasciati al loro posto, senza togliere spazio alle due carreggiate stradali, con la terra tra un albero e un altro che consentirebbe alla radici di non rompere l'asfalto e di non danneggiare

martedì 31 marzo 2009

riceviamo e pubblichiamo

Smantellamento dell'Aurelia:

Fa bene Furio Colombo a gridare

all'inciucio





Come denunciato nei giorni scorsi dal giornalista ed ex direttore deL'Unità On. Furio Colombo, anche a noi pare evidente un brutto “inciucio tra PD e PDL” ai danni del territorio e di chi lo abita.

C'è un progetto che deve 'passare' a tutti i costi, un danno enorme per la comunità e un grande affare per qualcuno: la SAT, Società Autostrada Tirrenica, ma entriamo nello specifico.

Secondo il Ministro per le infrastrutture Matteoli, entro fine anno dovrebbero cominciare i lavori per la distruzione dell'Aurelia attuale in favore di un'autostrada, quindi a pagamento, che ne ricalcherà il percorso.

Avete capito bene, i nostri governanti si accingono a distruggere la stessa Aurelia, che nel recente passato avevano allargata al costo di un fiume di miliardi di vecchie lire, ma si sa che gli sprechi di denaro pubblico non hanno mai spaventato le nostre caste.

Siamo di fronte ad un colossale esproprio, con l'aggravio della deturpazione di una fascia costiera che verrà letteralmente tagliata via dall'entroterra.

Si pensi che l'altezza del 'muro autostradale' che vogliono realizzare, è grossomodo pari a quella del muro che separa Israele dalle zone palestinesi in Cisgiordania, 8-10metri, mentre la larghezza del sedime autostradale è fino a 5-6 volte superiore a quella della zona di interdizione intorno al muro israeliano...

Non essendo la costiera maremmana in guerra con la Tuscia e la Toscana, facciamoci dunque un'idea dell'effettivo 'valore' di questo progetto per le comunità...

Si dovranno quindi demolire case e manufatti e poi anziché terminarne l'adeguamento, si divorerà metà dell'attuale Aurelia, affinché essa diventi praticamente impercorribile, costringendo il passaggio a pagamento sulla nuova tratta, da parte dei milioni di veicoli che transitano tra Roma e la Toscana.

L'affare è sicuro... chi tra gli automobilisti non volesse pagare, può tranquillamente impantanarsi nella vecchia Aurelia, ridotta a poco più che una strada vicinale.

Alla Provincia di Viterbo ed alle altre coinvolte, intanto non viene chiesto alcun parere, mentre si interloquisce solo con le Regioni, che (giustamente) lo stesso Furio Colombo definisce come interessate quanto colpevoli.

Sono proprio Toscana e Lazio infatti, due Regioni in mano al PD, a volere a tutti i costi la realizzazione del progetto, oltre ovviamente allo 'sponsor' istituzionale Matteoli, toscano di AN.

Tramite Marrazzo, il PD laziale si è ampiamente rivelato ed ha accolto la proposta della SAT , mentre i sindaci del PD locale, si stanno largamente allineando.

I capitali necessari all'opera li metterebbe la società, mentre il Governo dovrebbe provvedere alle autorizzazioni ed ecco che l'affare è servito.

Il primo tronco necessiterebbe un investimento di 3,8 miliardi (!!!) di euro, tanto dunque valgono i nostri futuri pedaggi, tanto verrà tolto dalle tasche degli italiani e delle aziende, ma a questa astronomica somma dobbiamo pure aggiungere l'ovvio profitto che ogni impresa persegue.

Fate un po' voi il conto del 'favore' che a noi tutti stanno facendo il “Partito degli Italiani” del ministro Matteoli e il Partito Democratico di Toscana e Lazio. Non c'è male vero?

Ma chi è SAT?

Dunque, approfondiamo un po': il presidente di questa 'fortunata' azienda ci risulta sia ancora l'avv. Antonio Bargone, già dirigente del PCI pugliese e dalemiano di ferro.

Parlamentare del PDS negli anni '90, Bargone è talmente intimo con D'Alema da ospitarlo in casa sua per la famosa cena con l'allora magistrato Di Pietro, al termine della quale fu deciso di candidare l'ex PM nel Mugello, avviandolo ad una lunga carriera politica, di li a pochi mesi infatti Di Pietro divenne ministro ai lavori pubblici.

Bargone dal canto suo, diventò in seguito sottosegratario ai Lavori Pubblici del Governo D'Alema .

Proprio allora, guarda un po', il ministero dei Lavori Pubblici e il Governo di D'Alema ebbero abbastanza a cuore i destini della SAT da 'salvarla' tirando fuori più di 170 miliardi di lire dello Stato italiano, cioè nostri.

La SAT in effetti riprese decisamente colorito e, apprezzando l' (oramai) ex-sottosegretario di D'Alema, fece di lui niente meno che il presidente della società!

Tant'è che l'autostrada tirrenica si trova oggi ai nastri di partenza... ma perchè i lavori dovrebbero essere affidati in concessione alla SAT, anziché passare una regolare gara ad evidenza pubblica, come leggi e e buon senso imporrebbero anche in caso di 'project financing'?

Ma soprattutto perchè nell'Italia degli sprechi, mentre si progettano opere faraoniche, mancano cronicamente i soldi per tutto, a cominciare dalle manutenzioni ordinarie e dalle messe in sicurezza delle strade esistenti che sono un colabrodo?

Tra opere realmente utili ma mai ultimate, centrali a carbone e forse pure nucleari, cave piene di rifiuti speciali e cassa integrazione galoppante, si sta disegnando il nostro futuro e il profilo non è incoraggiante.

Rifondazione Comunista si sta battendo contro un partito unico senza nome, che è formato oramai da maggioranze e opposizioni conniventi e variabili.

Aldilà delle vetuste distinzioni destra-sinistra, il vero nemico oggi è il partito unico degli affari, che senza pudore ingrossa le sue fila sulla pelle di tutti noi.

Mi piacerebbe approfondire molti altri dettagli, ma purtroppo lo scrivente non dispone dell'immunità parlamentare, né in condizioni più agevoli si trova a lavorare la categoria dei giornalisti, si può stare tuttavia certi che la battaglia proseguirà, oltre che sul territorio, anche in Provincia a Viterbo.



Riccardo Fortuna

Consigliere alla Provincia di Viterbo

Partito della Rifondazione Comunista

venerdì 27 marzo 2009

Addio Talamone,gioiello della Maremma Etrusca?!


TALAMONE (GROSSETO) /
ARGENTARIO, GROSSETO: IN MAREMMA CITTADINI UNITI CONTRO SPECULAZIONE SU NUOVO PORTO DI TALAMONE (ORBETELLO)
ORBETELLO-UNONOTIZIE.IT Ecco perché il piano per il nuovo porto di Talamone è un intervento speculativo:
oggi ­il porto di Talamone ospita, secondo i dati del Comune di Orbetello, fino ad 850 imbarcazioni tutte inferiori a 18 m, di proprietà soprattutto di abitanti della Provincia di Grosseto e per il resto dei residenti turistici del Comune di Orbetello e viciniori ­al porto. A causa dell’incuria il porto è del tutto carente di alcuni servizi essenziali, quali dispositivi per la raccolta di oli, acque di sentina e acque nere, ecc.; inoltre è servito da cantieri che appaiono privi delle più semplici condizioni ambientali. Cosa sta facendo il Comune di Orbetello in questa generale incuria? Ci sono responsabilità ?
Sembrerebbe che iniziative private, per risolvere i suddetti problemi, non abbiano trovato attualmente positivo riscontro nell'ente locale.

Nel porto di Talamone sbocca un importante canale di bonifica gravemente inquinato nei mesi estivi, a bassa portata idrica.

Chi controlla gli efflussi dei sistemi di depurazione comunale e del Camping di Talamone?

­Il porto di Talamone è inserito in un area storico-paesaggistica di elevato pregio (soggetta a vincolo), confina con un bacino idrogeologico considerato a rischio (e vincolato) e con importanti zone archeologiche, di particolare rilievo: la villa romana a 1 km dal Paese è presumibile fosse legata a delle saline e a strutture portuali, collocate verso il paese stesso.

Il porto di Talamone insiste su una delle ultime secche costiere esistenti, di elevato pregio ambientale per la diffusione in acque basse di fanerogame marine e già, come ammettono anche le relazioni del Comune di Orbetello, soggetta a notevoli livelli di stress ambientale.

­Il porto di Talamone è un approdo del tutto protetto pur mantenendo una configurazione aperta (senza diga di chiusura) grazie alla meravigliosa protezione naturale offerta dalla configurazione del golfo.

Ma che cosa sta per accadere?

Oggi c'è la proposta per il ‘nuovo porto di Talamone’ portata avanti dal Comune di Orbetello.

Secondo la nuova proposta sarebbero realizzati 800-1000 posti barca ‘per lo più’ per imbarcazioni dai 15 ai 34 m.

Sarebbero anche ricollocate le imbarcazioni non idonee, almeno il 90%, che attualmente trovano approdo a Talamone.

Le imbarcazioni non idonee verrebbero ricollate in aree nell’ambito comunale, oggi inesistenti; probabilmente realizzando così ulteriori interventi per approdi portuali che chiaramente oggi non vengono pubblicizzati.

Va sottolineato che, in generale, le scelte speculative gravano sulla fruibilità del turismo nautico per la popolazione della Provincia di Grosseto e per gli attuali residenti turistici del circondario.

La scelta del nuovo porto di Talamone, oltre ad insistere su un area di interesse archeologico, mette a completo rischio il pregiato habitat di fanerogame marine già in situazione di stress a causa dell’importante apporto di acqua dolce e di inquinanti.

E' addirittura prevista la deviazione del corso del canale di bonifica per portarlo a sfociare in direzione del centro del golfo, con la realizzazione di imponenti argini prolungati in mare per molte decine di metri

Inoltre è prevista la realizzazione di un' enorme opera di sbarramento (oltre 500 m di diga) per realizzare la completa chiusura del porto.

Va rilevato che la scelta del nuovo porto è del tutto inappropriata per la protezione dagli eventi marini, oltretutto la realizzazione del nuovo porto di Talamone non può che provocare uno stravolgimento paesaggistico e ambientale: infatti una tale opera provocherà l’insabbiamento del litorale ad est e la totale perdita dell’habitat pregiato di cui l'aerea è ricca.

Questo fatto è talmente evidente che è preso in carico dal progetto, prevedendo la necessità di grandi argini per "accompagnare" in mare lo sbocco del canale di bonifica, per molte decine di metri oltre l’attuale linea di costa.

IN SINTESI LA PROPOSTA FORMULATA PER UN NUOVO PORTO A TALAMONE E’ UN INTERVENTO AI DANNI DELL’AMBIENTE, DEL PATRIMONIO STORICO-PAESAGGISTICO E DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E TURISTICA

COMITATO PER LA DIFESA DI TALAMONE